Lampadine dove buttarle

Abbiamo scoperto che la nostra guida completa alla raccolta differenziata non era poi così completa: mancava la parte su dove buttare le lampadine usate, che merita un capitolo a parte. Questo.

Smaltire correttamente delle lampadine per avere cura dell’ambiente.

Le lampadine possono essere riciclate, ma per il loro corretto smaltimento è bene capire di che tipo sono e controllare sulla confezione l’indicazione che viene data per evitare di vanificare qualsiasi sforzo. È una questione prima di tutto ambientale, ma anche di salute: in alcune di loro vi è del mercurio.

La regola comune di partenza è che in ogni caso non vanno mai nel vetro né nell’indifferenziata, perché possono contenere altri materiali, come plastica e metalli.

Quali sono i RAEE.

Quando una sorgente luminosa si esaurisce diventa un RAEE, Rifiuto da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Le lampadine, in particolare, sono RAEE di classe R5. Infatti esistono 5 tipi di questi rifiuti, che sono:

R1:frigoriferi, congelatori, grandi apparecchi per la refrigerazione e il condizionamento.

R2:lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, forni a microonde e apparecchi per la cottura, stufe elettriche e altri apparecchi elettrici per il riscaldamento.

R3:tv, monitor, schermi, cornici digitali, laptop e notebook.

R4:piccoli elettrodomestici, apparecchiature informatiche, telefonini e tablet, apparecchi di illuminazione (come torce, lampade e abat jour). Inoltre, tutto ciò che non è esplicitato nelle altre classi.

R5:appunto le sorgenti luminose (tubi fluorescenti, lampade fluorescenti compatte, lampade a scarica ad alta intensità, lampade a vapori di sodio ad alta e bassa pressione, lampade ad alogenuri metallici, lampade a Led). Sono escluse dalla categoria le lampade a incandescenza e ad alogeni (contenenti il filamento metallico), che non sono soggette alla raccolta differenziata.

Dove si buttano le lampadine.

Esistono due modi per sbarazzarsi delle lampadine usate in maniera sostenibile:

Ora però vediamo nel dettaglio le varie tipologie.

Lampadine a incandescenza:

si riconoscono dalla presenza di un filamento all’interno del bulbo di vetro, masono ormai fuori produzione dal 2012 in quanto altamente energivore e poco efficienti.

Lampadine alogene:

sono un particolare tipo di lampadina ad incandescenza e, come tali, sono state bandite dal mercato a partire dal 1° settembre 2018.

Lampadine a fluorescenza:

chiamate anche lampade o tubo al neon, la buona notizia è che sono a risparmio energetico, pertanto durano molto più a lungo di quelle a incandescenza. La cattiva è che contengono mercurio. A causa della presenza di questa sostanza nociva (oltre che inquinante), se la lampadina si è rotta è bene far arieggiare la stanza e uscire per qualche minuto, quindi raccogliere i cocci utilizzando dei guanti o comunque evitando il contatto diretto con la pelle. Rinuncia all’aspirapolvere, che disperderebbe nell’aria una maggior quantità di particelle, e aiutati con una scopa. Quest’ultima operazione non dovrebbe essere eseguita da una donna incinta o da un bambino. Una volta raccolti i frammenti in un contenitore di vetro, ci si deve recare nell’isola ecologica più vicina, dove sono predisposti dei contenitori proprio per queste lampade.

Lampadine LED:

noterete che nella confezione il simbolo del cassonetto è barrato. Le LED, infatti, non vanno nell’indifferenziata ma devono essere smaltite separatamente dai rifiuti solidi urbani.Fanno parte del gruppo R5, quindi possono essere riciclate se portate in un’isola ecologica.

Lampada al neon:

fa parte del gruppo R5, pertanto se portata all’isola ecologica potrà essere opportunamente riciclata.