Carlotta Montanera spiega come iniziare a correre da zero e da altri consigli sulla corsa

Ha abbracciato la corsa come stile di vita, perché a ogni passo sente di crescere un po’ e, scrive sulla sua bio, “non bisogna essere campioni per correre, basta mettere un passo dietro l’altro”.

È Carlotta Montanera, runner e blogger di Running Charlotte. Siamo riusciti a fermarla tra una maratona e l’altra per farle alcune domande sulla sua grande passione.

Una domanda per chi inizia a correre da zero: la corsa toglie o rigenera le energie?

La corsa è come un interruttore: fa fare “clic” al sistema di luci del mio corpo. Questa è la metafora che meglio si addice al mio modo di interpretare il running nella mia vita. Di per sé la corsa fa bruciare energie, ma parallelamente è quell’attività che accende una serie di processi che fanno girare meglio il motore. Senza la corsa la mia giornata è forse più riposante, ma anche più spenta e addormentata.

La corsa cambia completamente il mio livello energetico e positivo.

Cosa consigli a chi vorrebbe iniziare a correre, ma teme di non potercela fare?

Tutti possono correre, rarissimo non poterlo fare, ma quello che va tenuto a mente è che tutti possono farlo a modo loro. Ognuno di noi deve calibrare la sua corsa in base alla sua condizione di salute, all’età, alla forma fisica e al tempo a disposizione. Nei corsi si dice di darsi sempre un obiettivo sfidante, ma raggiungibile. Molto spesso, quando incontro le persone che hanno avuto brutte esperienze nell’iniziare a correre, scopro che il motivo risiede nell’obiettivo iniziale errato.

Per fare un esempio, se una donna di mezza età, che lavora tutti i giorni, con scarsa forma fisica e poca attitudine allo sport inizia a correre con l’obiettivo di percorrere 10 km di seguito, è facile che non riesca a raggiungerlo, deludendo così le sue aspettative. Se la stessa persona, invece, inizia gradualmente, ponendosi obiettivi più raggiungibili e frequenti, magari parallelamente curando alimentazione e riposo, è molto più facile che si senta gratificata e continui.

Quindi il consiglio è di non pretendere tutto e subito, ma di essere costanti e di godere dei piccoli “trofei” quotidiani che la corsa sa regalare.

Parlando di discriminazione di genere nello sport, sul blog affermi che la strada per i diritti delle donne è ancora lunga. A cosa ti riferisci in particolare?

In particolare a nulla, ma più in generale al rapporto che c’è in Italia tra donne e sport.

Sono molte le donne che mi raccontano situazioni famigliari in cui nessuno comprende il perché continuino a praticare attività fisica, magari all’alba per incastrare gli impegni quotidiani.

Lo sport è visto come un qualcosa di anomalo nella vita femminile, soprattutto se si tratta di sport di endurance.

La donna nel mondo dello sport deve ancora sviluppare una sua identità, benché, fortunatamente, si inizia a delineare un profilo della sportiva che assomiglia sempre più alla verità.

Carlotta Montanera, blogger di Running Charlotte.

In cosa consistono i tuoi “cammini sostenibili” e come ti prepari ad affrontarli?

Amo la montagna da sempre e amo camminare, tanto che trovo difficile correre in montagna anche nelle gare. Penso che lo sport debba avere una stretta connessione con l’ambiente, ma, purtroppo, anche nelle grandi manifestazioni vedo una notevole disattenzione alla questione inquinamento: utilizzo di materiali usa e getta, carte di gel e integratori buttate sui sentieri, sfruttamento della montagna in funzione delle gare di trail running e così via.

Per questo ho ideato il progetto di Cammino Sostenibile. Ho voluto provare a condurre un trekking senza produrre rifiuti inutili.

I punti sono tre: riduzione dei rifiuti causati dai packaging alimentari, utilizzo di abbigliamento di alta qualità – magari derivante da materiali riciclati – e alimentazione sostenibile.

Da tenere a mente, in tutta la nostra esistenza, sono le tre R: riutilizzo, riduco, riciclo.

Nel tuo blog parli anche di sostenibilità alimentare. Come la metti in pratica?

Cerco sempre di capire da dove vengono i cibi e come sono stati prodotti, limito consumi e soprattutto faccio la spesa tutti i giorni. So bene che richiede tempo, ma evito le maxi-spese della domenica perché generano troppi sprechi. Compro quello che so che mangerò nel giro di 48 ore, prediligendo il BIO.

Evito i cibi sovra imballati come monodose e, se posso, scelgo lo sfuso.

Qual è il prossimo traguardo che vuoi raggiungere?

Sportivo: la maratona di Chicago del 13 ottobre.

Nella vita: progettare e acquistare una casa costruita con bio-edilizia. Vorrei poter vivere in montagna in una casa di legno, ma bisogna adattare i sogni alla vita reale.