La dipendenza da smartphone è una malattia vera e propria, con un suo nome: nomofobia (contrazione di “no mobile” e “fobia”), ovvero la paura di rimanere sconnessi da ciò che accade online e non raggiungibili dai propri contatti.

I sintomi sono:

  • ricerca continua di un contatto con il telefonino;
  • eccessivo tempo trascorso davanti allo schermo;
  • ansia quando non c’è campo, o la batteria è scarica;
  • ossessione di avere il cellulare sempre acceso e perennemente con sé.

Una dipendenza che non si ferma mai, nemmeno quando si mangia o si cammina per strada. Proprio per evitare incidenti connessi alla nomofobia, alcuni comuni stanno apportando delle modifiche alla viabilità. Vediamo quali.

In Cina nasce la corsia per smartphone addicted.

Come gli smartphone hanno cambiato la nostra vita e la viabilità nel mondo

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A Chongqing, città della Cina centro meridionale, è stata realizzata la prima corsia per chi non può fare a meno di navigare online mentre è in cammino.

Un test simile era già stato condotto, sempre in Cina ma a Xi’an, capoluogo della provincia di Shaanxi, dove la corsia è stata collocata attorno a un centro commerciale.

Tornando in Europa, la Germania sembra essere uno dei Paesi più attenti alla prevenzione degli incidenti connessi all’uso del cellulare in movimento, come dimostra l’esperimento condotto nel 2016 in Baviera. In prossimità di un attraversamento stradale, sono stati installati direttamente sul marciapiede dei led coordinati con il semaforo, per avvertire coloro che giravano con lo sguardo rivolto verso il basso della necessità di fermarsi(1).

E proprio in Germania è stato coniato, nel 2008, il termine smombie, ovvero gli “smartphone zombie”, chiamati così per via del loro incedere lento, dell’andatura oscillante, del capo chino e della testa ormai altrove.

Si chiamano "smombie", ovvero "smartphone zombie".

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In Corea del Sud ci si mobilita contro gli smombie.

Se il nomignolo “smombie” fa sorridere, i dati che arrivano dalla Corea del Sud sono a dir poco preoccupanti: oltre 1.600 morti investiti, secondo un’indagine del 2017 di Traffic Analysis System(2). Così a Ilsan, la città sudcoreana con la più alta percentuale di smartphone per abitante, è stato avviato un progetto pilota che prevede un allarme per chi cammina in prossimità di un attraversamento impugnando il cellulare: in questo modo sia il pedone che gli automobilisti sono avvisati.

Allarme per coloro che non riescono a distaccare lo sguardo dal cellulare

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L’allarme consiste sia in segnali luminosi che in una notifica inviata da un’app al cellulare del pedone.

Conseguenze dello smartphone: a Bolzano lanciano dei “paratesta”.

Anche in Italia qualcosa si sta muovendo: a febbraio sui pali della luce di Bolzano sono comparsi dei morbidi cuscinetti per attutire le eventuali collisioni dei pedoni intenti a messaggiare.

Dopo aver suscitato non poco clamore, è stato svelato sui canali social della provincia di Bolzano che l’iniziativa era in realtà una provocazione per il lancio della campagna #staysmart, ideata proprio per sensibilizzare sulle conseguenze della dipendenza da telefonino.

Dipendenza da cellulare: conseguenze anche sul codice della strada in Italia.

Il crescente uso dello smartphone ha reso necessario anche aggiornare il codice della strada, che nel nuovo testo, ancora in fase di definizione, prevede un forte inasprimento delle sanzioni per coloro che verranno colti al volante col cellulare in mano, oltre che il rischio del ritiro della patente(3).

Fonti:

  1. “Germania: semafori a terra per pedoni distratti.” – La Repubblica
  2. “Corea del Sud, un allarme per salvare i pedoni smombie” – La Stampa
  3. “Strada, nuovo codice: supermulta e via la patente per chi guida al cellulare” – Tgcom24