Dotare un’arnia, l’alveare “artificiale”, di un microfono per registrare il ronzio di quasi tremila api e duettare insieme a loro. L’idea è del trombettista Francesco Cilione e il risultato, tutto da ascoltare, è “Dialogo per Tromba ed ensemble di Api operaie”.

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Dialogo per tromba ed ensemble di api operaie

Vedendo il risultato, ci si è accesa la curiosità, per questo abbiamo rivolto alcune domande al musicista Cilione e a Marco Calvo, apicoltore e clarinettista che ha collaborato al progetto.

Francesco, come è nata l’idea di “Dialogo per tromba ed ensemble di api operaie”?

Nasce dal fatto che sin da piccolo sono stato affascinato dalle api, credo che chiunque si soffermi a osservarle con un po’ di curiosità e attenzione non possa che rimanerne affascinato. Di loro però sapevo così poco… Fortunatamente ho incontrato Marco Calvo che ne è un esperto ed attento studioso. Frequentando lui un giorno, durante un pomeriggio estivo nel suo giardino, mi sono accorto che in sottofondo vi era un costante bzzzz che riempiva le pause fra i nostri discorsi. Da musicista ho trovato naturale cercare un “dialogo” anche con loro. E quale miglior mezzo se non con la musica, il linguaggio universale per eccellenza? 

È la musica il mezzo più forte e diretto che conosciamo per mettere in contatto l’uomo con la natura, stabilire un contatto con essa è poi la chiave per “ascoltare” noi stessi.

Riguardo al messaggio ambientale, beh, è ovvio: l’importanza delle api sull’intero ecosistema è inversamente proporzionale alle loro piccole dimensioni. Se scomparissero, non ci sarebbe impollinazione con tutte le conseguenze negative connesse. Meritano quindi tutto il nostro affetto e la nostra riconoscenza, ma soprattutto le nostre attenzioni.

Marco, quali sono state le difficoltà tecniche per registrare fattivamente il ronzio delle api?

Le difficoltà tecniche nella realizzazione dell’arnia son state innumerevoli. Si è dovuto trovare il materiale idoneo e la forma che permettesse di sviluppare tutti gli aspetti tecnici che ci aspettavamo dal progetto “Arnia”. Un’arnia tradizionale non permetteva la doppia funziona espositiva e di raccolta suoni per l’esibizione in un concerto con le api. Pertanto si è pensato di sviluppare un’arnia esagonale, per risonanza con il mondo perfetto delle api e per l’operatività del progetto.

“L’Arnia espositiva da concerto” (riconosciuta invenzione industriale nel gennaio 2019) è costituita da 6 pareti, tre con vetro espositivo, per osservare il lavoro delle api e le loro reazioni in piena sicurezza, ed altre tre con pannelli di legno con un foro centrale a rete per permettere l’areazione delle api stesse e permettere l’alloggiamento dei microfoni per amplificare il suono delle api.  L'arnia speciale per registrare il ronzio dell'ape

Il coperchio di chiusura dell’arnia è dotato di tre fori per l’alloggiamento di altri microfoni ed un foro centrale per permettere il posizionamento di un ulteriore microfono all’interno dell’arnia stessa, il tutto coperto da un cappello piramidale con la funzione di cassa armonica per la miglior captazione del suono. In sostanza si è creato uno strumento musicale che permettesse di “suonare le api”.

Avete previsto dei concerti itineranti col vostro “gruppo”?

(Risponde Francesco) Vorremmo promuovere un tour nelle scuole per sensibilizzare ancor di più i bambini al rispetto per gli animali puntando soprattutto sul binomio con la musica. 

Si tratterebbe comunque di una delle possibilità, dato che comunque la nostra performance può essere portata praticamente ovunque e ha sì valore didattico, ma anche artistico a sé stante.

Avete notato dei comportamenti, differenze nel suono o delle reazioni particolari delle api durante l’esibizione musicale?

Possiamo dire che, in base alle nostre osservazioni, le api hanno reagito in modo diverso all’esposizione di suoni, o serie di suoni diversi.

Il canto delle api prende forma e nasce il "Dialoghi per Tromba" In alcuni casi presentavano un innalzamento del suono delle ali, il tipico bzzzz, in altri si calmavano. Nel complesso, considerando che la famiglia di api utilizzata per tale esecuzioni è sempre la stessa, le stesse hanno presentato nel tempo uno sviluppo regolare in base ai periodi della stagione entrando regolarmente in produzione sui vari raccolti.

Francesco, che tu sappia, ci sono mai state altre collaborazioni tra umani e animali nel mondo musicale prima del canto delle api?

C’è gente che suona al proprio cane, alle mucche, agli elefanti, alle piante… Ma nessuno mi risulta che abbia mai suonato dal vivo “con” un animale e sicuramente non con le api, anche per via delle ovvie difficoltà. Noi infatti, possiamo farlo solo grazie all’arnia espositiva da concerto; con essa si riesce ad amplificare il suono di quasi 30000 api e addirittura permettere a chi la suona di seguire le indicazioni su una partitura dedicata.