bioedilizia

Bioedilizia: definizione e principi

Con “bioedilizia” si intende il modo di progettare, costruire o ristrutturare un edificio in maniera da impattare il meno possibile sull’ambiente. Questo si traduce nell’utilizzo di fonti di energia rinnovabili e di materiali naturali; nel tenere in considerazione già in fase di progettazione le caratteristiche del territorio e la salute delle persone che abiteranno quegli spazi; nel costruire secondo tecniche a basso impatto energetico e ambientale.

La bioedilizia (anche detta bioarchitettura) si basa su 5 principi di sostenibilità:

  1. Approccio integrato: ogni attore che partecipa al progetto (fornitori compresi) deve seguire gli stessi principi e fare lavoro di squadra.
  2. Considerazioni dei vincoli territoriali: bisogna tenere conto di tutte le variabili, come la vegetazione presente, l’altitudine, l’umidità, l’illuminazione, la temperatura, la pendenza…
  3. Ecologia dei materiali: si devono scegliere materiali naturali, facilmente smaltibili e che creino un ambiente salutare.
  4. Prestazioni energetiche: diventa fondamentale l’uso di energie rinnovabili (solare termico, fotovoltaico e geotermico), di impianti per aumentare l’isolamento (serramenti, sistemi di ventilazione naturale) e di tecniche per la riduzione dei consumi così da rendere l’edificio autonomo a livello energetico.
  5. Salute e comfort degli abitanti: sentirsi “a casa” dipende anche dal livello di rumore, dalla giusta illuminazione (come ci aveva spiegato Giorgia Brusemini), dalla temperatura e dall’umidità. La qualità dell’aria e dell’acqua deve essere buona.

Pro e contro

Sicuramente la bioedilizia è più costosa dei tradizionali metodi di costruzione, ma il risparmio si vedrà nel lungo termine, soprattutto per quanto riguarda i consumi energetici.

L’unico altro “contro” è che, essendo una nuova filosofia, potrebbe non essere facile trovare aziende davvero specializzate in questo settore. Per l’ambiente e per la nostra salute, però, vediamo solo “pro”.

Quali materiali vengono usati in bioedilizia

I materiali impiegati vanno da quelli più classici (legno, paglia o mattoni) a quelli più innovativi, come il legno-cemento (un composto che unisce le proprietà isolanti termiche del legno alla resistenza del cemento) e, per isolare tetti e pareti, la fibra di cellulosa (materiale prodotto grazie alla trasformazione della carta dei quotidiani invenduti, “parente” quindi del legno).

I materiali devono tutti provenire da produzioni certificate, che garantiscano – per esempio – che il legno non provenga da coltivazioni che fanno uso di pesticidi, o che il materiale non sia stato trattato con sostanze tossiche.

Altre tecniche usate in bioedilizia

  • Gli ambienti più frequentati devono trovarsi a sud, così da poter sfruttare il calore del sole durante i mesi invernali.
  • Il riscaldamento a pavimento è senz’altro una delle soluzioni a cui ricorrere.
  • In fase di progettazione bisogna considerare anche l’eventuale demolizione dell’edificio, anch’essa al minor impatto possibile, che non lasci dietro di sé sostanze tossiche o non smaltibili.
  • La ventilazione, che consente il ricambio d’aria con l’esterno, deve essere naturale e non meccanica.
  • Le finestre devono consentire il giusto fabbisogno di luce naturale, evitando il più possibile le dispersioni di energia. Per questo le loro dimensioni devono essere valutate attentamente.
  • Gli alberi sono un modo naturale per proteggere la casa dal sole in estate. D’inverno, invece, lasciano filtrare la luce del sole grazie alla perdita delle foglie.