radiatore riscaldamento

Ormai ci siamo: tra pochi giorni verranno accesi gli amici delle nostre giornate più fredde, coloro che ci assicurano una calorosa accoglienza ogni volta che torniamo a casa. Parliamo dei termosifoni.

Tipi di termosifoni: quali sono e come funzionano?

  • Radiatori in acciaio

Sono la scelta più comune per via della versatilità del materiale, che permette anche maggiori possibilità dal punto di vista estetico. I termosifoni in acciaio possono infatti essere di svariate forme: a colonne, a tubi o a piastra. Inoltre, possono diventare veri e propri elementi di design.

Economici e non troppo pesanti, il loro punto debole è che l’acciaio si può corrodere facilmente. Per scongiurare il rischio, però, basta applicarvi dei rivestimenti specifici.

  • Radiatori in alluminio

Il loro vantaggio è quello di scaldarsi molto rapidamente, di contro si raffreddano con la stessa velocità. Per questa loro peculiarità è più facile trovarli in contesti in cui c’è bisogno di un uso intensivo del radiatore, o in case vacanze.

Il “nemico” del modello in alluminio è la ruggine, che attacca internamente il materiale. Anche in questo caso comunque il problema può essere ovviato in parte con degli inibitori chimici.

  • Radiatori in ghisa

Si tratta del modello storico, quello più antico. A differenza dell’alluminio, la ghisa rilascia gradualmente il calore quindi, se da un lato i radiatori impiegano più tempo a scaldarsi, dall’altro continuano a emettere calore da spenti ancora per un bel po’. Sono adatti per un impiego continuo dell’impianto.

Questo materiale ha il vantaggio di non essere attaccato dalla ruggine, ma può essere più costoso, pesante e fragile degli altri.

  • Radiatori in polipropilene

Sono l’ultima generazione immessa sul mercato e promettono risultati importanti per praticità ed economicità. Pesano poco, hanno una resa termica costante e resistono bene alla corrosione.

  • Radiatori elettrici

Finora abbiamo parlato di caloriferi a caldaia, ma è giusto menzionare anche i modelli elettrici, provvidenziali quando siamo in un ambiente sprovvisto di impianto termico. Di solito sono spostabili, ma ne esistono di varie forme, tra cui anche il riscaldamento a pavimento.

Accensione e manutenzione dei radiatori.

Come pulire un termosifone.

Pulire i termosifoni fa bene alla salute del termosifone stesso, ma anche alla nostra, soprattutto se in casa c’è chi soffre di allergie.

Il momento perfetto per farlo è prima che vengano accesi con regolarità, quindi ti conviene provvedere in questi giorni. Esistono diversi metodi, ma in alcuni casi è meglio rivolgersi a uno specialista, soprattutto se hai notato che i caloriferi sono danneggiati, presentano ruggine o perdite. Oltre alla pulizia esterna, bisogna anche ricordarsi di fare quella interna, per rimuovere eventuali bolle d’aria che potrebbero inficiare sul corretto funzionamento. Basta mettere alcuni fogli di giornale e una bacinella sotto lo sfiato, aprire la valvola, lasciare uscire l’acqua e, quando lo sfiato termina, chiudere la valvola per completare l’operazione.

A questo punto, si passa alla pulizia esterna, che dipende dal materiale.

I termosifoni in ghisa richiedono un procedimento più complesso e lungo; innanzitutto, bisogna premunirsi di coprire i mobili nelle vicinanze e il pavimento sotto al calorifero con dei giornali, quindi togliere la polvere con un pennello a manico lungo e poi passare con l’aspirapolvere. Si passa poi una spugna imbevuta di acqua calda e sgrassatore sulla superficie e si asciuga con un panno di cotone.

Se invece il termosifone è di metallo o alluminio, si procede direttamente con l’aspirapolvere, poi si passa un panno antistatico, quindi una spugna imbevuta di acqua e sapone. Infine, si asciuga sempre con il panno di cotone.

Niente comunque ti impedisce di usare un metodo più veloce come il vaporetto, dopo aver spolverato un po’ la superficie.

Come sfiatare un termosifone.

Se senti rumori strani che provengono dal calorifero, o se noti che è caldo nella zona bassa ma freddo in alto, potrebbe essere un segnale della presenza d’aria nelle tubature. Il consiglio è sempre quello di interpellare uno specialista, ma se vuoi provare prima a sfiatare il termosifone, segui questi passi:

– spegni il riscaldamento e aspetta che il calorifero si raffreddi;

– posiziona la chiave del radiatore nella valvola di sfogo e ruotala di tre quarti con cautela;

– una volta aperta la valvola, dovrebbe uscire dell’acqua. Richiudi quindi la valvola;

– riaccendi il riscaldamento e controlla se il termosifone si scalda.

Come verniciare un calorifero.

Vuoi dare un tocco di colore alla tua fonte di calore? Puoi scegliere tra verniciarla con un pennello e un rullo oppure utilizzare uno spray speciale che consente di dipingere in modo uniforme, anche se richiede un po’ più di abilità.

Prima di procedere, ricorda di:

  • coprire il pavimento e tutto ciò che sta attorno;
  • spegnere il termosifone e farlo raffreddare;
  • rimuovere la vecchia vernice;
  • pulire per far meglio aderire il nuovo strato di colore.

A operazione conclusa, non dimenticare di:

  • aspettare almeno mezz’ora che la vernice si asciughi;
  • aprire le finestre per arieggiare l’ambiente.

Termosifoni e risparmio in bolletta.

Per evitare sprechi inutili, ricorda che la temperatura ideale in casa è mediamente di 20°. Questo ti permetterà non solo di risparmiare sul riscaldamento, ma anche di non avere eccessivi sbalzi termici nel momento in cui uscirai.

Inoltre, la temperatura non deve necessariamente essere omogenea per tutta l’abitazione, ma anzi variare in base alla funzionalità della stanza: in camera da letto possiamo tenere qualche grado in meno rispetto alla sala, il bagno avrà bisogno di più calore della cucina.

Evita di coprire i termosifoni con tende, vestiti o mobili, perché hanno bisogno di spazio per funzionare in maniera efficiente. Assicurati che la parete dietro sia ben isolata e che non ci siano spifferi.

Inutile dire che se i caloriferi sono accesi, le finestre devono stare chiuse, giusto? Al massimo fai un’eccezione di 10 minuti al giorno, il tempo che serve per arieggiare un po’ i locali e contrastare l’umidità.

Altro sui termosifoni.

  • Scegliere non solo il modello, ma anche il punto migliore per l’installazione dei termosifoni è cruciale. Di solito si trova in prossimità o addirittura sotto le finestre, ma in alcuni casi, per particolari caratteristiche strutturali, potrebbe essere necessario collocarli altrove.
  • Anche la dimensione del radiatore è importante e va raffrontata con le dimensioni della stanza.
  • Nel caso di sistemi sospesi, si deve prestare un’attenzione particolare alla distanza dai muri laterali e da quello posteriore, dal soffitto e dalla mensola. Si tratta di una misura raccomandata dai costruttori per permettere la corretta circolazione di aria calda.
  • Spesso nei bagni si trovano gli “scaldasalviette”: si tratta di caloriferi creati apposta per asciugare velocemente gli asciugamani e possono essere solo ad acqua oppure elettrici ad acqua e olio. In quest’ultimo caso può esserci anche un termoventilatore per riscaldare la stanza.

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